La commedia è caratterizzata da un prologo ed un epilogo che si compiono nel Cosmo. Il Sole, re dei pianeti, preoccupato per l’andamento irregolare della Terra, che “turba l’armonia delle sfere”, convoca a sé i pianeti del suo Sistema, e dopo un consulto, incarica la cometa Konrad di distruggerla.
Gli uomini hanno una reazione bizzarra di fronte all’imminente tragedia: l’unico a mantenere un comportamento coerente con la situazione è il prof. Guck, lo scienziato scopritore dell’inevitabile disastro. Tutti gli altri sembrano non comprendere ciò che sta accadendo, e quindi giocano in borsa, comprando e vendendo azioni della cometa della fine del mondo, creando linee di moda ispirate alla fine del mondo, facendo progetti matrimoniali a lunga scadenza. I politici e i diplomatici improntano la loro attività sfruttando il meraviglioso traino della fine del mondo. Le invocazioni di Guck restano inascoltate.
In questo clima surreale ed assurdo, dove non mancano truffe ed episodi di sciacallaggio, vedi la falsa astronave realizzata da un sedicente costruttore per lasciare la Terra, che viene prenotata in tutti i suoi posti da un uomo ricchissimo con il suo seguito (astronave che, naturalmente, non partirà mai).
Gli unici oltre allo scienziato a rendersi conto che la fine è imminente sono personaggi non umani: il pappagallo Loreto, o quella strana figura uscita dal manifesto, la zia Titze. Quest’ultima forse è la manifestazione dell’inconscio di uno dei personaggi, che almeno nel sonno riesce ad avere una sana percezione di cosa sta per accadere.
Konrad avrà pietà degli uomini, e un po’ si innamorerà di essi. Poche misere migliaia di chilometri prima di distruggere la Terra, devierà la sua orbita.
L’epilogo nel Cosmo vede nuovamente i pianeti chiamati a concilio dal Sole: infuriati chiedono spiegazioni alla cometa. Domandano: “perché lei ha risparmiato la Terra?”.Konrad risponde: ”Avvicinandomi, ho potuto conoscerla un pochino, e… mi sono innamorato di lei.
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