| CIO’ CHE VORREI CHE TUTTI RICORDASSIMO DI GABRIELE
La sua andatura dinoccolata e piacevolmente scomposta di adolescente
Il suo stupirsi ingenuo e il suo interrogarsi difficile
La sua ricerca del bello e dell’armonia per il gusto e la piacevolezza che suscitano
Il suo sorriso disarmante ora gioioso ora arguto o malinconicamente ironico
Il suo sguardo attento ma spesso rivolto ad un altrove
I suoi occhi un po’ misteriosi che io, da zia affascinata, gli dicevo “come quelli delle statue etrusche” e che ora altrettanto indelebilmente sono scolpiti nella mia memoria.
Rossana
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