Iniziato nel 1984, viene completato, con certezza, nel 1898, quando Schnitzler ne dà lettura ad Hoffmanstahl, che lo ammira molto.
E' uno dei suoi celebri einakter, quegli atti unici nei quali Schnitzler espresse, densamente e concentratamene, tanta parte della sua visione dell'uomo e della storia (come nel “Pappagallo Verde” ad es.). Schnitzler fu uno scrittore di eclettismo eccelso: nessun genere gli restò estraneo: il romanzo, il racconto (nel quale, con Henry James, è forse il maggior maestro della sua epoca), il dramma, la prosa morale. Sperimentò tutte le forme artistiche, ed in ognuna di esse raggiunse esiti assai alti. Lo scrittore di teatro fu particolarmente fecondo: dai primi drammi (scandalosissimo il primo, quel girotondo che sconvolse i viennesi e fu proibito a lungo): nel suo teatro si avvicendano osservazione del costume, esame della situazione morale, la storia, tutto, sempre, in una prospettiva psicologica acutissima e assai sottile. Nel dramma storico è sempre storia di uomini, e la storia sullo sfondo, un mondo nel quale sono passioni e sentimenti che si muovono e si agitano. Tra i suoi racconti restano celeberrimi: “La signorina Kloe”, “Il luogotenente Custl” ed il famoso “Doppio Sogno”, che di certo è un capolavoro, ma non superiore agli altri due. “Terese”, cronaca della vita di una donna, è un grande romanzo disperato e violento, uno dei capolavori narrativi del XX secolo. L'opera narrativa di Schnitzler culmina con “Fuga nelle Tenebre”, uno dei romanzi più importanti scritti in lingua tedesca.
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