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| SPETTACOLO
TEATRALE
"Girotondo"
Di Arthur Schnitzler
Dedicato a Gabriele Accomazzo
Realizzato con il contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
DATE RAPPRESENTAZIONI:
12/13 GIUGNO 2010, ore 21,00, Poirino Teatro Salone
Italia
30 GIUGNO 2010, ore 21,00, Centro Culturale Diavolo
Rosso, Asti
nella programmazione del festival ASTITEATRO.
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Produzione
e presentazione
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PARTHENOS associazione
culturale
Via Martiri Partigiani 26 Buttigliera d' Asti (AT)
Tel: 011/9921113 392/0890423
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Cast |
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Scenografia : Marta Iapichino, Sara Brigatti
Costumi : Elisabetta Paduano
Luci : Parthenos
Musiche : Giovanni Mancaruso
Regia : Marco Viecca
INTERPRETI
Gabriella Artini
Vanina Bianco
Fabio Bisceglie
Fabrizia Faletti
Irene Forneris
Antonina Margeri
Alessia Pratolongo
Thomas Tinker
Fabrizio Tomei
Lo spettacolo è interpretato dai giovani attori
dell Atelier per Attori Gabriele Accomazzo
per lo sviluppo del Metodo di Parthenos, ed è
realizzato in collaborazione con il Polo Universitario
Asti Studi Superiori e gode del Patrocinio e del sostegno
di: Provincia di Asti, Comune di Asti, Comune di Poirino,
Centro Culturale Italo Austriaco, NOUS Torino.
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Presentazione di Hermann Dorowin |
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Quando il trentacinquenne Arthur
Schnitzler aveva terminato, nel 1897, la stesura del Girotondo,
era perfettamente convinto che quella sequenza di scene,
tutte incentrate sul desiderio erotico e sulla sua difficile,
spesso deformata manifestazione nella società contemporanea,
avrebbe suscitato uno scandalo, qualora fosse stata proposta
al grande pubblico.
Decise di affidare questo suo capolavoro ad un'edizione
limitata, destinata ai suoi amici e conoscenti e solo
dopo ventiquattro anni, tramontata ormai la monarchia
asburgica e la società su cui si reggeva, l'opera
fu messa in scena a Vienna e a Berlino. Eppure, ancora
nel 1921, il Girotondo incontrò in ambedue le capitali
delle reazioni violentissime di indignazione e rifiuto.
Ciò che fece andare su tutte le furie la destra
politica e la stampa conservatrice era il fatto che Schnitzler,
con lo sguardo implacabile del grande psicologo, aveva
penetrato le sacre mura dell'intimità domestica
di tutte le sfere della società, dimostrando come
nobili e borghesi, popolane e prostitute, militari e signore
della buona società, dimentichi dei sacri vincoli
e delle altisonanti proclamazioni di fedeltà, vengono
trascinati nel travolgente gioco dell'amore. Nella ressa
politico culturale che ne conseguì, fu trascurato
il fatto più importante, cioè che al di
là dei suoi presunti intenti trasgressivi, quell'opera
era il risultato di una grande arte teatrale, di un'osservazione
finemente ironica e profondamente umana del teatro del
mondo.
Hermann Dorowin
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